“Ravenna in Comune”: faremo una Lista, vogliamo battere il sistema PD e cambiare aria in città

La sinistra ravennate divorzia dal PD. E il partito di Via della Lirica a pochi mesi dalle elezioni si ritrova più solo. Al Caffè Letterario di Ravenna la separazione è stata ufficializzata questa mattina, in modo inequivocabile, con la nascita del progetto “Ravenna in Comune”, un progetto di cittadinanza attiva che vede la partecipazione di cittadini e associazioni ma anche di partiti e aggregazioni politiche di sinistra in rotta di collisione con il PD ravennate: Sel, Prc, Psi, Pdci, Verdi, L’Altra Emilia Romagna, Ravenna Radicale, Alba, Libera e Possibile, la neonata associazione che fa riferimento a Pippo Civati.

L’aggregazione ampia e il progetto “Ravenna in Comune” – a carattere esclusivamente locale, come è stato ribadito – sfocerà nella presentazione di una Lista Unitaria o di Cittadinanza Attiva alle prossime elezioni amministrative previste nella primavera del 2016. Una lista con un programma alternativo a quello del PD e che punta alla sconfitta del PD e del suo sistema di potere. Per ora non si fanno i nomi, nè della Lista futura nè del candidato Sindaco, e nemmeno è stato delineato il criterio di scelta e di selezione dei candidati e del candidato sindaco. Tutto questo verrà dopo, hanno detto gli organizzatori. Dopo che il progetto avrà preso corpo sulle gambe delle persone e le persone che hanno aderito avranno discusso di contenuti e scelte per Ravenna. Quindi prima i contenuti, poi i nomi. E non ne saranno fatti prima di diversi mesi.

A presentare il progetto questa mattina c’erano il neo deputato ravennate Andrea Maestri, eletto nella Lista PD, ma poi uscito dal partito prima di essere chiamato in Parlamento a subentrare a Lapo Pistelli. Maestri ha aderito al Gruppo Misto e ora all’associazione “Possibile” di Pippo Civati. A fianco di Maestri, Alessandra Govoni di Sel, Giorgio Stamboulis e Pippo Tadolini, due battitori liberi di sinistra. Infine, Nicola Fabrizio capogruppo a Russi della Sinistra per Russi e coordinatore de l’Altra Emilia Romagna a livello locale.

Il progetto prevede a breve anche una festa, “E-STATE A SINISTRA”, che si terrà a Mezzano dal 21 al 23 agosto (presso il campo sportivo) e che sarà occasione di incontro e di dibattito politico a sinistra e su questo progetto specifico a Ravenna e per Ravenna. Fra gli incontri della festa di Mezzano, ricordiamo venerdì 21 agosto quello con Milco Cassani della Fiom di Ravenna sui temi del lavoro, a cui partecipano anche Igor Taruffi, Mauro Alboresi e Paolo Galletti. Sabato 22 agosto invece è previsto l’incontro con Stafano Fassina sul futuro della sinistra in Italia e a Ravenna. A questo incontro partecipano anche gli onorevoli ravennati Andrea Maestri e Giovanni Paglia, poi Franco Benaglia e Nando Mainardi (moderatore Riccardo Ricci Petitoni). Infine, domenica 23 agosto, si parlerà di cultura con Pierpaolo Capovilla e Giuseppe Bellosi (modera Elettra Stamboulis).

Ma torniamo al progetto. Il punto di partenza è la critica spietata, definitiva e senza appello al PD locale e al suo sistema di potere. “Ravenna è stata per decenni un centro di sviluppo e civiltà, invidiata per la sua qualità della vita e per il suo livello di benessere, in Italia e all’estero. Cosa ci lascia, invece, l’ultima amministrazione del PD? – si legge nella dichiarazione d’intenti distribuita questa mattina alla conferenza stampa – Un groviglio di immobilità, sconfitte, crisi e interessi. E mentre la disoccupazione e la povertà crescono, le cerchie del potere si fanno sempre più strette.” Da qui la richiesta di cambiamento radicale, attraverso l’impegno della cittadinanza attiva e delle energie migliori della città. “E’ ora di cambiare musica e spartiti. – si legge ancora – Ravenna ha bisogno di essere governata dall’anima autentica della città… per dar vita a un programma di governo della città serio e credibile, centrato su un’azione di costante cambiamento.”

I temi al centro del progetto, per ora solo annunciati come titoli di testa di un programma comune ancora da scrivere, sono quelli della creazione e della tutela del lavoro e della lotta alle povertà, quello della lotta ai poteri forti e per la tutela degli interessi dei cittadini, della tutela della salute e dell’ambiente, dei beni comuni a partire dall’acqua, della valorizzazione della scuola pubblica e della cultura. Su questi temi passa l’aternativa al PD, un’alternativa senza appello: non ci saranno alleanze con il PD ravennate nè prima nè dopo le elezioni, qualsiasi sia il candidato che uscirà dal cappello a cilindro dei democratici. Andrea Maestri lo ha detto a chiare lettere, rincarando la dose: “Il PD ravennate è nel caos più totale. Ma la scelta che faranno non ci interessa e non cambia il nostro impegno. Del resto, la scelta del candidato PD, qualunque essa sia, appartiene ormai più al passato che al futuro della storia di Ravenna.” A precisa domanda, Maestri ha affermato che nel 2016 “il PD sicuramente non vincerà al primo turno ma nemmeno vincerà al secondo turno. Il PD perderà le prossime elezioni e sarà un bene per Ravenna, perchè c’è bisogno di ossigeno e di una ventata di aria nuova in questa città.”

Giorgio Stamboulis, a scanso di equivoci, ha rafforzato il concetto: “Abbiamo due avversari. Il primo è il PD con il suo sistema di potere che vogliamo scardinare. Il secondo è la Lega che rappresenta per noi una deriva di destra pericolosa, da evitare e sconfiggere.” Sulle alleanze, impossibile e archiviata quella con il PD, la nuova formazione di sinistra cercherà una collaborazione con il Movimento 5 Stelle? Stamboulis non lo esclude: “Noi ci rivolgiamo a tutti, cittadini e associazioni, e non solo al campo della sinistra. Naturalmente ci rivolgiamo anche ai 5 Stelle, con i quali abbiamo intenzione di confrontarci e dialogare senza preclusioni, e io penso che questa volta ci saranno novità e sorprese anche in questo senso.”

Maestri ha poi ribadito la convinzione che la lista che nascerà dal progetto “Ravenna in Comune” può vincere, governare Ravenna e raccogliere un’eredità democratica e di sinistra che rischia di andare perduta per le scelte del PD. “Molti di noi vengono dal PD e da quella storia, ne sono usciti perchè non condividono più le scelte nazionali e locali di quel partito e del suo sistema di potere. C’è un sacco di scontento e di delusione fra le persone: la nostra lista può rappresentare un punto di riferimento per tanti, una nuova speranza per quanti sono stanchi, per coloro che non votavano più o non saprebbero ora per chi votare. Per questo possiamo vincere.” Alla domanda se sarà lui il candidato Sindaco della nuova Lista, ha risposto con diplomazia che lui sta bene in Parlamento: “Il mio impegno per riaggregare la sinistra e fare nuove scelte di governo per il nostro Paese è in Parlamento. Naturalmente sono a disposizione anche per il mio territorio, ma ora voglio fare bene il mio lavoro a Roma e non sarò quindi io il candidato Sindaco di Ravenna.”

Fonte: Ravennanotizie.it

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