Il deputato Maestri: «Con Civati, per un’alternativa di sinistra pragmatica»

Avvocato, ex capogruppo Pd in consiglio comunale, oggi Andrea Maestri è entrato in Parlamento in sostituzione di un deputato del Pd, partito da cui nel frattempo Maestri è uscito per andare a ingrossare le file degli ex democratici. Insieme ad altri due parlamentari fa parte del gruppo che, alla Camera, con Pippo Civati hanno fondato Possibile «un format aggregativo aperto a varie realtà e in divenire» ci spiega. A ottobre dovrebbe arrivare a una struttura più organizzata, per il momento le adesioni da parte di singoli o associazioni prevedono solo la condivisione di un documento in dieci punti che si richiama ai valori di una “sinistra repubblicana”.

E così ora raccogliete firme per otto referendum che in gran parte vorrebbero smontare, par di capire, l’operato di Renzi, dalla buona scuola allo sblocca Italia…

« “Possibile” vuole, come dice il nome stesso, essere una realtà di sinistra e di governo molto pragmatica e che vuole riportare la gente a occuparsi di politica su temi concreti. Dato il monolite che è il Pd in Parlamento, una delle poche leve con cui poter agire è il referendum abrogativo. E noi ne proponiamo otto che si occupano di vari temi, dalla cancellazione del preside-manager nelle scuole, alla tutela del territorio soprattutto sul tema trivellazioni, al jobs act che così come concepito finisce solo per precarizzare maggiormente il lavoro. Cinquecentomila firme da qui a settembre non sono poche, ma lavoreremo per farcela. Siamo convinti che possa essere la strada anche per far tornare a occuparsi della cosa pubblica i tanti disillusi che hanno disertato le urne alle ultime tornate elettorali, un elemento su cui non mi pare che il Pd abbia fatto una riflessione adeguata».

C’è anche Sel con voi?

«Sel è certamente co-protagonista della costruzione di un nuovo soggetto a sinistra alternativo al Pd. Del resto anche in Parlamento ci troviamo spesso a votare insieme».

Le è capitato di votare a favore di provvedimenti presi dal governo in questi primi mesi?

«A parte i provvedimenti presi all’unanimità, direi di no perché spesso viene posta la fiducia e date quindi le troppo storture non si può accettare il pacchetto completo, né c’è lo spazio per il dibattito o la possibilità di esprimere voti distinti. Il mio voto quindi ha coinciso spesso con quello di Sel, ma anche del Movimento5stelle».

In Commissione giustizia lei si è occupato della questione Ilva.

«Sì, un provvedimento vergognoso ed esemplificativo di ciò che è diventato il Pd. In quell’atto vengono meno due principi per me irrinunciabili: il primo è il valore della vita anche di un solo lavoratore rispetto alla produzione e al profitto, il secondo è l’autonomia della magistratura, perché l’esecutivo ha di fatto scavalcato una sentenza, con buona pace della separazione tra i poteri».

Con Alberto Pagani, parlamentare Pd che lei sfidò alle primarie, le è capitato di lavorare?

«Abbiamo insieme firmato l’ordine del giorno per chiedere che non vengano permesse manifestazioni fasciste in occasione dell’anniversario di Ettore Muti, ma direi che ormai a unirci è rimasto appunto solo l’antifascismo, o poco altro».

Questo soggetto a sinistra alternativo al Pd si presenterà anche alle amministrative del 2016?

«Sarà uno dei soggetti che sta lavorando per creare un progetto unitario a sinistra del Pd ma che comprenderà anche altre realtà come Sel, i socialisti, i Comunisti italiani, l’assocazione Li.be.ra che ho contribuito a fondare, tutte con una propria identità, dunque non potrà certo avere il simbolo di Possibile né di nessuno di questi soggetti. Credo dovrà essere un’altra cosa, ci stiamo lavorando».

Le potrebbe essere il candidato sindaco?

«No, non credo. Anche se non so quanto durerà la legislatura e anche se in Parlamento ci sono arrivato tardi, mi sto impegnando molto e non mi piacciono in generale i doppi incarichi o né troppe candidature. Ma non mancano i nomi di ottimi candidati. Personalmente auspico una candidatura al femminile».

Aspetterete di sapere chi è il candidato del Pd? Ci sono possibilità che possiate cambiare idea e cercare l’alleanza?

«No, noi siamo alternativi a questo Pd e alle politiche che ha portato avanti, tanto per fare un esempio, sul tema ambientale come le ultime cronache giudiziarie dimostrano. Stiamo facendo un percorso e quando saremo pronti diremo chi è il nostro candidato. Intanto tra poco facciamo la nostra festa, tutti insieme, a Mezzano».

Ma chi sperate che candidi il Pd?

«Per il bene della città spero che sia una candidatura di discontinuità da certe logiche e nessuno dei nomi emersi fino ad ora mi pare vada in quel senso. Anche perché non serve certo metterci dei giovani che poi prendono ordini da ex consiglieri regionali o ex presidenti di regione. Spero quindi in una candidatura di alto profilo, che sproni anche noi a dare il nostro meglio e porti idee per il futuro».

Le divisioni della sinistra sembrano non finire mai. Voi ce la farete a stare tutti insieme?

«Spero proprio di sì. E io lavoro sicuramente in quella direzione».

Fonte: Ravennaedintorni.it

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