Il Pd ha collaborato con gli alleati solo fino a quando ne ha avuto bisogno

CENTROSINISTRA IN CRISI

Il consigliere comunale Fds dopo l’uscita dalla maggioranza si concentra sul 16esimo seggio ottenuto un anno dopo il voto

L’assetto del consiglio comunale di Ravenna uscito dalle urne nel 2011 costringeva il gruppo Pd (15 seggi) a cercare il sostegno di almeno altri due voti tra i quattro consiglieri alleati (Fds, Sel, Pri, Idv) per arrivare alla maggioranza su 32 poi la vittoria in un ricorso al Consiglio di Stato ha dato un seggio in più ai democratici (a discapito di Forza Italia, vedi tra i correlati) e con il voto aggiuntivo del sindaco (da considerare il 33esimo membro) il partito è diventato autosufficiente e tanti saluti alle logiche di coalizione.
In buona sostanza è questa la principale accusa che Diego Rubboli, consigliere comunale della Federazione della sinistra, rivolge ai dem all’indomani del caso politico che ha scosso Palazzo Merlato a meno di un anno dal volto: la scorsa settimana infatti Sel e Fds si sono sfilati dalla coalizione di centrosinistra che sostiene il sindaco Matteucci (va precisato che la tenuta della giunta non è in discussione visto che le assessore dei due partiti di sinistra sono state confermate dal primo cittadino e il trittico Pd-Pri-Idv può vantare oggi 19 seggi in quanto nel frattempo l’Edera è salita a due con il cambio di casacca di Ravaioli in uscita dalla Lega Nord).

La progressiva autosufficienza del Pd, sostiene Rubboli, ha portato «ad una emarginazione dei consiglieri dei partiti alleati più critici, col risultato di sempre minor numero di riunioni collettive (salvo qualche lodevole caso) e sempre più abboccamenti personali. Per cui è iniziata una deriva che ha condotto a provvedimenti, a mio avviso, sempre più incongrui con gli obiettivi di programma».

Insomma ce n’è abbastanza «per smentire categoricamente le affermazioni del Pd e del sindaco quando giustificano la nostra uscita solo con motivazioni nazionali che pure esistono e sono di una gravità eccezionale».

Ma è sui temi locali che Rubboli si concentra e mette in fila alcune delle questioni che hanno portato i due partiti ad annunciare l’uscita dalla maggiornza perché ormai sentendosi all’opposizione:

«Il voto contrario al Piano Generale del Traffico Urbano, al Parcheggio sopraelevato di via Guidarello, un favore alla Curia ed un orrore in zona di pregio architettonico, a diverse varianti urbanistiche ed alcuni odg , al POC dell’Arenile, ai Bilanci 2014 e 2015 della Holding (stabiliscono la vendita di azioni Hera), ed inoltre il voto di astensione al Bilancio Consuntivo 2014 e al Bilancio Previsionale 2015, un voto più che altro contingente ed interlocutorio per evitare di attribuire alla sola persona dell’assessore Morigi responsabilità non sue»

( link per scaricare la  la lettera integrale firmata da Rubboli).

fonte: 
ravenna-e-dintorni-logo-testata

 

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